mercoledì 1 luglio 2009

Appuntamenti per i prossimi 6 mesi

Metto in evidenza questa pagina in ritardo: giugno è già passato, sta arrivando la Festa del SS. Redentore e quindi la rievocazione storica.



lunedì 29 giugno 2009

UNESCO: ITALIA, 44 SITI GIA' TUTELATI E 40 IN LISTA/ANSA

(ANSA) - SIVIGLIA (SPAGNA), 27 GIU - L'Italia e' oggi il Paese al mondo con il maggior numero di beni tutelati dall'Unesco - con le Dolomiti sono 44 contro i 40 della Spagna -, ma il loro numero potrebbe praticamente raddoppiare se venissero accettate le 40 nuove candidature italiane gia' presentate alla World Heritage List. Ad aprirla e' la candidatura del Massiccio del Monte Bianco a patrimonio naturale, che risale al 30 gennaio 2008. Particolare e' la candidatura, risalente al giugno 2006, che fa riferimento al vino e ai suoi paesaggi nelle Langhe, Roero e Monferrato, in Piemonte, ma anche in Valtellina, nella Lombardia. Tra i beni culturali in attesa di riconoscimento Unesco e le cui candidature sono state presentate quasi tutte l'1 giugno 2006, figurano la Cittadella di Alessandria, la Citta' fortezza di Palmanova, i centri storici di Lucca e di Parma, il centro storico e la Certosa di Pavia, Orvieto, Palermo e il Duomo di Monreale, la citta' di Bergamo, i portici di Bologna e Volterra, citta' storica e culturale del paesaggio. Tra i beni culturali vi sono anche il complesso bizantino con la basilica e il monastero di Stilo a Reggio Calabria; Cividale e i centri di potere longobardo in Italia; le Ville Medicee; Cattedrali romaniche in Puglia; il Salento e il ''Barocco Leccese''; La Cappella degli Scrovegni a Padova; le Ville della nobilta' Pontificia. Tra i beni ambientali-culturali in lista figurano l'Arcipelago de La Maddalena e le isole di Bocche di Bonifacio; il Bradisismo nella zona Flegrea, la Cascata delle Marmore e la Valnerina: siti monastici e le antiche opere di bonifica idrogeologiche; Taormina e Isola Bella; l'Isola di Asinara; le grotte carsiche preistoriche in Puglia; il Lago Maggiore e Lago D'Orta; il Monte San Giorgio a Varese;; Monte Sant'Angelo e la Via Sacra Langobardorum; L' Isola di Mothia e Lilibeo a Trapani: La civilta' fenicio-punica in Italia a Trapani; Pelagos: il Santuario Cetacei nel mar Ligure; gli Stagni nel golfo di Oristano e la penisola del Sinis isola di Mal di Ventre; i resti di abitazioni preistoriche nell'area alpina e Prealpina di Piemonte, Lombardia, Trentino e Friuli (candidati dal 28 gennaio 2009); il Sulcis Iglesiente; la Valle Aniene e Villa Gregoriana a Tivoli; i siti del Paleolitico Inferiore Palaeosurfaces a Isernia-La Pineta e Notarchirico; il bacino di marmo di Carrara; Le Murge di Altamura; La Transumanza: le vie tra Abruzzo, Molise, Campania e Puglia e la Via Appia ''Regina Viarum''. In attesa di riconoscimento vi sono poi i Giardini botanici Hanbury di Imperia. Altro gioiello italiano.(ANSA). DEC
27/06/2009 19:44

venerdì 26 giugno 2009

lunedì 15 giugno 2009

Rieti: il live della terza giornataVersione stampabile

Estratto da: Fidal.it

Terza ed ultima giornata dei Tricolori Juniores e Promesse. In luminosa domenica di sole l'atmosfera si scalda subito con le finali che porteranno all'assegnazione delle ultime medaglie ancora in palio.

Ore 10: 400hs, si corre per l'oro. Nelle gare maschili il titolo è soltanto una questione di centesimi. Tra gli juniores Cesare De Mezza (Cento Torri Pavia) la spunta 53.24 a 53.28 su Manuel Cargnelli (Trevisatletica). Tra gli under 23 sono invece Andrea Gallina (Cento Torri Pavia) e Leonardo Capotosti (Fiamme Giallle) a giocarsela spalla a spalla fino al traguardo. Il crono alla fine dice 51.86 per Gallina, 51.90 Capotosti. Gara a sè per la junior Ilaria Vitale (Libertas Friul Palmanova), prima in 1:01.72, con Anna Laura Marone (Cus Torino) che si impone tra le under 23 in 1:01.67

lunedì 25 maggio 2009

Fvg, il Tar liberalizza le aperture festive

Fonte


Svolta nel commercio, la decisione rischia di scardinare l’intera struttura della legge. Ora in molti pensano di rivolgersi alla magistratura. Soddisfatto il direttore del centro: abbiamo dimostrato di essere in regola. Il sindaco: adesso tocca alla Regione

Accolto il ricorso dei negozi dell’outlet di Aiello: superato il tetto imposto delle 29 domeniche

La Regione annuncia delle contromisure. Ciriani: pronti a impugnare la sentenza

di RENATO D’ARGENIO

57° Raduno Nazionale dei Bersaglieri - Un successo senza retorica

di Gianfranco Pazienza


Fonte


Il 57° RADUNO NAZIONALE DEI BERSAGLIERI ha vinto due volte: quando tre anni fa è stata lanciata la sfida al Comitato Nazionale, e ha vinto nella giornata della sfilata, sfidando il caldo torrido (i bersaglieri più anziani erano quelli meno sudati, temprati).

Ha vinto nei numeri e la nostra Città si è mostrata all'altezza nella gestione (ormai collaudata) dei grandi eventi.

Ha vinto nella calorosa accoglienza e nella sfida con un programma di manifestazioni e di animazione direi difficile, perché é difficile reggere il confronto con il fascino delle fanfare: a decine sono state le vere padrone dell'intera “tre giorni”.

Il raduno ha fatto il pieno delle emozioni quando è sfilato lo spezzone delle associazioni dell'Abruzzo, ha esibito il meglio con le coreografie dei bersaglieri della Sicilia, ha esibito il medagliere che racconta la storia di trecento anni di storia italiana fatta di lutti e di guerre.

Applauditissime le sfilate aperte con gli striscioni dei luoghi storici della prima guerra mondiale, le tantissime divise storiche e la prima compagnia di bersaglieri in bicicletta di Palmanova, Udine. Bici del 1890 e non erano gli unici. Ho trascorso con loro il sabato, in una giornata di tour sul Gargano e con loro ho condiviso ore di lieta simpatia e stima. La loro cordialità e la nostra ospitalità, il calore umano più caldo dei trenta gradi della giornata estiva, meno calda di quell'abbraccio che oggi ha unito genti del nord e del sud, dovrebbero convincere i fautori di una idea razzista che vuole una Italia divisa, che non è cosa. Il nord e il sud hanno lo stesso male: il malgoverno. Questo ci siamo detti con gli amici bersaglieri di Palmanova a fine giornata.

Più di tutto della sfilata ha suscitato tantissima tenerezza e simpatia quella mescolanza di nonni e nipoti, ragazze con strumenti a fiato correre con le fanfare, tutti con i cappelli e le piume al vento. Tutti di corsa. Ancor più ha suscitato orgoglio la chiusura della sfilata affidata ai bersaglieri della Puglia, regione ospitante, che ha sfoggiato le divise più belle con i bersaglieri di Bari in bicicletta, accompagnati dalla Fanfara dei Bersaglieri di San Giovanni Rotondo, forse l'ultima nata, ma quella con più fiato, con la delegazione più fiera e folta.

Una fierezza meritata e, è il caso di dire, conquistata sul campo. Messa alla prova della sfida organizzativa e orgogliosamente ha chiuso la lunga sfilata di oltre quattro ore e, quattro ore di applausi. Con tanto di sorpresa finale di auto e moto d'epoca e il grande tricolore fatto sventolare più alto dalla gioia dei podisti del gruppo di Atletica Padre Pio.

Non ho ascoltato i messaggi di saluto, mi hanno riferito il rammarico manifestato per l'assenza dei politici, del Governo. Di solito il ministro della difesa è sempre allegro in prima fila alle Parate, strano che non abbia trovato il tempo di fare un salto e venire a salutare i militari più simpatici e stimati dagli italiani. Lui e il ministro dell'interno, che non si fanno mancare l'occasione di apparire, neppure quando ricacciano in mare i migranti del mondo e del mediterraneo, non hanno trovato un motivo valido per venire qui a San Giovanni Rotondo? Pensano forse di dover difendere la patria dal degrado provocato da chi si scandalizza delle veline e di papino?

Beh, hanno sbagliato e persa una bella occasione perché qui non c'erano solo dei bei bersaglieri, c'erano tante belle bersagliere, circondati da tanto affetto, di tanta bella gente. Italiani anche noi, o sbaglio? Anzi, non è che la festa, senza di loro, forse è stata più sana?

martedì 19 maggio 2009

Emergenza terremoto in Abruzzo: la Cna esporta il “modello Friuli”

di ALESSANDRA CESCHIAVENZONE.

FONTE

L’artigianato friulano e l’opera corale dei sindaci, degli amministratori, dei parroci, protagonisti della rinascita friulana dopo il terremoto in Friuli, diventa un modello da esportare in Abruzzo. Parte oggi dalla sede della Protezione civile di Palmanova, su iniziativa della Cna, un programma di appuntamenti che porterà una delegazione di giovani imprenditori, studenti e professionisti a incontrare i protagonisti della ricostruzione a Venzone. «È la prima tappa di un progetto di collaborazione che intendiamo approfondire» annuncia il direttore Cna di Udine Giovanni Forcione. Il progetto è partito dall’appello lanciato alla Cna udinese da un giovane aquilano laureato in Economia. «È intervenuto in rappresentanza di un gruppo di imprenditori, studenti universitari, professionisti e lavoratori abruzzesi che hanno a cuore la ricostruzione in Abruzzo e che guardano all’esperienza del Friuli come un successo in tema di ricostruzione post-terremoto - spiega Forcione -. Dopo il terremoto del ‘76 l’artigianato friulano ha conosciuto un imponente sviluppo, nel settore delle costruzioni, dall’impiantistica, del legno, e ha operato in prima linea nella ricostruzione. Cna ha deciso di mettersi al servizio delle forze che operano per la rinascita dei territori colpiti dal sisma in Abruzzo per fornire competenze, esperienze, know how e mettere in contatto la delegazione abruzzese con i protagonisti della rinascita friulana. È una tappa che il presidente della Cna aquilana Agostino del Re ritiene propedeutica alla conferenza che sarà organizzata all’Aquila in giugno, cui noi parteciperamo. E chissà che non conduca a un gemellaggio fra terre accomunate dallo stesso dramma e dalla stessa determinazione a rinascere».
La delegazione è arrivata nella serata di ieri, oggi alle 9.30 sarà alla sede regionale della protezione civile a Palmanova dove incontrerà l’assessore Vanni Lenna. Dopo un colloquio con alcuni esponenti dell’Associazione dei consiglieri regionali in carica ed ex consiglieri come Bruno Longo, Diego Carpenedo e Roberto Dominici, alle 15.30 la delegazione incontrerà a palazzo Orgnani Martina di Venzone l’Associazione terremotati del Friuli e i sindaci della ricostruzione, alle 19 l’appuntamento con i parroci del terremoto. Domani alle 9 nella sede della Regione di Udine, ulteriori incontri con i parlamentari friulani del terremoto, alle 11 alla presidenza della Cciaa di Udine l’incontro con Cna, Confartigianato, Confindustria, Costruttori edili, Api, Legacoop, Associazione cooperative friulane, Ascom, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Ordine architetti e ingegneri, alle 16 a Palazzo Florio incontro con il rettore Cristina Compagno e gli studenti universitari di origine abruzzese.
«Vogliamo dare un contributo a questi giovani - sintetizza il presidente Cna Denis Puntin - e aiutare la popolazione non solo a ricostruire le fabbriche, ma anche a far ripartire l’economia. La Cna nazionale considera il lavoro post terremoto dei nostri artigiani un esempio da seguire, per questo vogliamo esportate il modello Friuli».

Il presidente Simone Ronco lancia un nuovo progetto giovanile al Polisportivo Bruseschi (da Friuligol.it)

  È stata ufficialmente sottoscritta nella sede del Comune di Palmanova la convenzione tra l’Amministrazione comunale e la società sportiva ...