Notizie dal WEB, commenti, foto, video sulla città stellata patrimonio dell'Umanità, sito UNESCO
venerdì 29 agosto 2008
Lecce: Agnelli al Sorrento, Cottafava è della Triestina
Fonte: it.eurosport.yahoo.com
Rubare rame
| Furti rame: una tonnellata rubata in deposito del Vercellese |
| Stoccati a Ghislarengo, erano di una ditta di Palmanova di Udine |
| (ANSA) - VERCELLI, 29 AGO - I carabinieri hanno recuperato una tonnellata di cavi di rame. Erano di proprieta' di un'azienda di Palmanova (Udine) e stoccati in un deposito a Ghislarengo (Vercelli). Si trovavano chiusi nel baule di una vettura nel campo nomadi. Ripuliti dalle guaine di gomma, con ogni probabilita' gia' erano pronti per essere rivenduti. I carabinieri li hanno restituiti ai titolari udinesi della ditta, e hanno denunciato per ricettazione due rom.(ANSA). Fonte: ansa.it |
martedì 26 agosto 2008
Palmanova e l'A4
A4, grave un’altra bimba:
occhi puntati sui guard-rail
di Maddalena Rebecca
Nel giro di 24 ore, la corsia che da Venezia conduce a Trieste è stata teatro di due incidenti gravi. Il primo è avvenuto domenica pomeriggio all'altezza dell'Outlet Village, nel comune di Aiello. Il secondo, appena due chilometri prima, si è verificato ieri mattina all'altezza di Bagnaria Arsa. Entrambi hanno coinvolto passeggeri giovanissimi: Dominique Franchi, 4 anni, morta a Cattinara otto ore dopo l'uscita di strada della Golf guidata dal nonno. E una bimba romena di cinque anni che appunto, ieri mattina, viaggiava assieme a sette adulti a bordo di un furgoncino Volkswagen con rimorchio al seguito, finito come la Golf nel fossato che costeggia l'autostrada. Le sue condizioni appaiono serie. Trasportata a bordo dell'elisoccorso inizialmente all'ospedale di Palmanova, la piccola è stata poi trasferita al nosocomio di Udine per ulteriori accertamenti.
Ma, oltre alla tenera età delle bimbe coinvolte, c'è un altro elemento che accomuna i due incidenti. Tanto nel Comune di Aiello quanto in quello di Bagnaria Arsa, la corsia di destra dell'A4 non è protetta dal guard-rail. Una scelta che non dipende da negligenza o incuria, ma è il risultato di una rigorosa osservanza delle norme che disciplinano gli interventi di sicurezza stradale. La legge infatti, spiegano i tecnici di Autovie Venete, non prevede l'obbligatorietà di utilizzare le barriere protettive nei tratti di «strada dolce».
Difficile ora dire se la presenza del guard-rail avrebbe potuto evitare la morte della piccola Dominique o scongiurare il ricovero della bimba romena. Nessuno, nè tra gli esperti di Autovie nè tra gli agenti della Polstrada, i primi ad intervenire sul luogo dei due incidenti, azzarda considerazioni di questo tipo. Ma è legittimo pensare che, forse, le barriere avrebbero potuto ridurre la velocità al momento dell'uscita di strada ed evitare quindi che l'auto e il furgoncino finissero nel canale.
Per questo c'è già chi spera che i due schianti ravvicinati avvenuti nel rettilineo che precede il casello di Palmanova, anzichè esser archiviati come incidenti di percorso, possano innescare un dibattito generale sulla sicurezza in A4, come già accaduto tre settimane fa dopo la tragedia di Cessalto. Per quell'episodio, costato la vita a sette persone travolte dalla folle corsa del tir polacco, tre referenti di Autovie Venete e cinque della Autotrasporti spa di Tombolo sono indagati con l'accusa di omicidio colposo dalla Procura di Treviso. Anche qui, sotto accusa la presunta inadeguatezza, e quindi l'inutilità dei guard-rail. L'iscrizione di dirigenti e quadri di Autovie, infatti, sarebbe collegata principalmente al tratto di barriera sequestrato dagli inquirenti. Una struttura che, secondo alcuni consulenti nominati dalla Procura, non sarebbe stata minimamente in grado di reggere l'urto del camion guidato dall'autotrasportatore polacco.
Adeguatezza o meno delle barriere protettive, resta il dramma di un'autostrada funestata da troppi incidenti. L'ultimo è avvenuto ieri mattina, attorno alle 10.30 a Bagnaria Arsa. In quel momento un furgoncino polacco Volkswagen con carrello tenda al traino è improvvisamente uscito dalla carreggiata, finendo nel fossato. All'origine dello schianto, secondo i primi rilievi, un malore o un attimo di distrazione del conducente, un cittadino originario della Romania, così come le altre sette persone a bordo, tutte praticamente illese ad eccezione della più piccola, la bimba di cinque anni ora in ricoverata in gravi condizioni all'ospedale di Udine.
Conseguenze lievi per gli adulti e drammatiche per la passeggera più fragile, anche nello schianto avvenuto appena ventiquattr'ore prima ad Aiello. A seguito dell'uscita di strada della macchina guidata dal nonno di 78 anni Paolo Murnig, la piccola Dominique, che viaggiava seduta sul seggiolino fissato al sedile posteriore della Golf. ha subito un violentissimo trauma toracico. Trauma provocato verosimilmente dal peso dell'auto che ha finito per ribaltarsi su se stessa e, forse dallo schiacciamento del tettuccio. Per lei, nonostante l'intervento tempestivo dell'elisoccorso e il trasferimento in emergenza a Cattinara, non c'è stato nulla da fare. La bimba è spirata attorno alle 21 nel reparto di rianimazione dell'ospedale triestino.
Fonte: ilpiccolo.repubblica.it
domenica 24 agosto 2008
ERA ORA!
| PALMANOVA La registrazione all’ufficio brevetti della Camera di commercio per evitare abusi pubblicitari |
| Stella a nove punte, chiesto il copyright |
| Mozione del Pd in Consiglio per richiedere la tutela del simbolo dell’antica città fortezza |
Una singolare iniziativa è stata suggerita, tramite una mozione che verrà discussa nella prossima tornata del consiglio comunale, dai rappresentanti del Partito Democratico, Rosario Di Maggio e Benito Ottomeni. Si tratta di trasformare il caratteristico simbolo stellare della città-fortezza in un vero e proprio marchio con tanto di copyright impedendo che venga "sfruttato" impropriamente da ditte e centri commerciali. In ordine di tempo e stato l'outlet di Aiello l'ultimo a usare l'originale disegno della pianta palmarina, ma numerosissimi sono gli imprenditori che hanno adottato la celeberrima "stella a nove punte" come simbolo per le loro aziende. Così i due consiglieri comunali hanno sottoposto al sindaco, Federico Cressati, un documento nel quale si stabilisce la tutela dell'emblema della città da un uso non autorizzato, non controllato e non disciplinato, sulla falsariga di quanto già fatto da altre amministrazioni comunali con in prima fila Firenze che ha messo sotto tutela il caratteristico giglio espressione della città. La proposta è di registrare il classico simbolo a forma di stella presso l'ufficio brevetti della camera di commercio bloccando così ogni tentativo di abuso e uso commerciale non autorizzato.In secondo luogo si tratta di associare il logo ad una certificazione di garanzia per ogni documento o attività patrocinata dall'amministrazione cittadina. In questo caso il consiglio comunale diventerebbe l'organo preposto all'esame delle domande e al rilascio delle necessarie autorizzazioni. Infine si consiglia di stabilire un regolamento per l'impiego del simbolo, completo di sanzioni per chiunque lo utilizzi senza la dovuta autorizzazione. Se la mozione verrà accolta si introdurrà un sistema di salvaguardia dell'immagine palmarina che potrebbe portare, fra l'altro, anche sostanziosi contributi finanziari nelle esauste casse comunali.Una risorsa dunque che viene da lontano, dal 1593 allorchè i Padri fondatori venuti da Venezia disegnarono la forma della nuova fortezza.Mauro Mazzilli
martedì 19 agosto 2008
OKKKKKKKKKKKKKKKKKKKK!
LA SOLUZIONE È SUI BINARI
Altrimenti rischiamo che tra sei anni l'imbuto si sposti solo un po' più in là, e che Trieste venga aggirata dall'asse di traffico diretto a Est: ciò che danneggerebbe di certo Fernetti e probabilmente il porto, che a Fernetti costituirà una base importante. Ma non basterà mai: non una, non due corsie in più, a fronte di una crescita di veicoli in transito che ha già reso vecchie le stime di qualche anno fa. I volumi previsti per il 2020 saranno raggiunti nel 2015, se non prima. I 140mila veicoli giornalieri che oggi si incolonnano a Mestre diventeranno 200mila tra qualche anno. Il nuovo Passante smaltirà il traffico, ma fatalmente ne attirerà altro, in un perverso gioco al rialzo alimentato dall'assenza di alternative. Tutto ciò perché la soluzione alle autostrade intasate non sta nelle autostrade, bensì sui binari. Un sistema ferroviario moderno è l'unico antidoto al congestionamento dei caselli: consente alle merci di viaggiare a costi inferiori e con più sicurezza, alle persone di spostarsi da un centro all'altro senza intasarli in coda ai semafori, ai territori attraversati di non subire livelli di smog insostenibili.
E mentre nel resto d'Europa (Francia, Germania, Spagna) e persino in Asia le ferrovie stanno raggiungendo livelli d'efficienza superiori alle auto persino nei tempi di percorrenza, in Italia patiamo lo stato penoso dei nostri binari. Doppiamente penoso: non solo per i ritardi ormai incolmabili dell'alta velocità, ma anche perché quest'eterna attesa ci ha precluso finanche la velocità normale, bloccando l'ammodernamento dell'esistente. Di qui il rischio che le nuove autostrade da una parte facciano affievolire la già altalenante consapevolezza della necessità della ferrovia, e dall'altra generino ancor più traffico, esse stesse vittime della propria accresciuta efficienza. Ciò rende indispensabile che la Regione e gli enti locali, con Tondo nella duplice veste di governatore e commissario, esercitino ogni pressione non solo per accelerare i nuovi binari, ma anche per robuste soluzioni di breve periodo.
Una su tutte: disincentivare i tir sulle autostrade mediante l'aumento delle tariffe. Il potere di blocco ai mezzi pesanti attribuito a Tondo sarà, quando applicato, un palliativo: finito il blocco, il doppio dei camion si rovescerà in strada. Invece un pedaggio più elevato non solo compenserebbe il maggiore spazio occupato dai tir, ma soprattutto spingerebbero gli operatori all'utilizzo del treno (magari mettendoci sopra i tir, come avviene a Trieste con i mezzi turchi). Sarebbe una misura di equità e sicurezza. Se le merci che trasportava quel camion impazzito a Cessalto fossero state caricate su un treno, l'apocalisse di dieci giorni fa non sarebbe accaduta. E così le molte altre che purtroppo dobbiamo attenderci in futuro.
Fonte:ilpiccolo.repubblica.it
Tradizionale mostra di stampe
Come sempre, tra le diecimila stampe esposte alla mostra-mercato, in prevalenza d’arte veneta, sono esposti alcuni pezzi di assoluto pregio collezionistico: cinque incisioni all’acquaforte del Canaletto, tra cui le celebri Porte del Dolo e le due lastre che raffigurano Pra della Valle a Padova. Vedute di Venezia di Michele Marieschi, Canaletto-Visentini, vedute di Roma di Piranesi, una grande Veduta di Dresda di Bernardo Bellotto, nipote e allievo di Antonio Canal. Acqueforti di Tiepolo (di Giambattista e del figlio Gian Domenico), incisioni di Rembrandt, Dürer e molti altri.
La mostra di Palmanova è allestita nella Polveriera Napoleonica, e aperta fino al 31 agosto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, tutti i giorni compresa la domenica. L’ingresso è libero.
Fonte:ilgiornale.it
Venticinque lavoratori in nero sono stati individuati dalla Guardia di Finanza di Udine nel corso di controlli a tappeto eseguiti nelle localita' marittime, collinari e montane del capoluogo friulano, nel corso di un
blitz all'alba, condotto in alberghi, pensioni e ristoranti del litorale e delle aree "vacanziere" di Tarvisio, Gemona, Palmanova e Cividale, le Fiamme Gialle hanno controllato i datori di lavoro e i dipendenti, soprattutto gli stagionali, individuando 25 lavoratori in nero, privi, cioe', di un regolare rapporto di lavoro dipendente denunciato e registrato.
Dall'inizio dell'anno sono 604 i lavoratori "in nero" individuati dai finanzieri di Udine.
Per i datori di lavoro e' prevista una sanzione amministrativa fino a 12mila euro per ogni lavoratore "in nero" individuato, piu' la sanzione accessoria di 150 euro per ogni giornata lavorativa irregolare da ciascuno prestata.
Fonte: rainews24.it
Il presidente Simone Ronco lancia un nuovo progetto giovanile al Polisportivo Bruseschi (da Friuligol.it)
È stata ufficialmente sottoscritta nella sede del Comune di Palmanova la convenzione tra l’Amministrazione comunale e la società sportiva ...
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È stata ufficialmente sottoscritta nella sede del Comune di Palmanova la convenzione tra l’Amministrazione comunale e la società sportiva ...
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http://www.massacritica.eu/palmanova-citta-ideale-o-idea-di-citta/9365/ Un bellissimo articolo da massacritica.eu
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"Vita sospesa nella guerra di Russia" Rinaldo Savorgnani (1921 - 1943) di Palmanova "l’Alpino… che non c’è". Partito...