giovedì 11 settembre 2008

Progetto formativo SICURE

Medici: venerdì prossimo prende il via la fase residenziale del corso di formazione sulla gestione del rischio clinico con 3 mila professionisti coinvolti

In campo c'è la sicurezza dei pazienti e la gestione del rischio clinico: l'Ordine dei Medici di Udine avvia i motori per la fase conclusiva del progetto formativo “SiCure” (corso accreditato Ecm per l'aggiornamento), sulla gestione del rischio clinico, realizzato in partnership con tutte le Aziende Sanitarie ed ospedaliere della Provincia.

Sul nostro territorio sono coinvolti 3 mila professionisti circa fra medici e odontoiatri, mentre a livello nazionale 370 mila. Parte venerdì 12 settembre, nell'Azienda Santa Maria della Misericordia, la fase residenziale del corso di formazione a distanza “SìCure”, nella Clinica Pediatrica (dalle 15 alle 18), ubicazione che si ripeterà il 19 settembre. Il programma delle sedi del corso si alterna fra l'ospedale udinese, la sede udinese dell'Ordine dei Medici in via Diaz, e gli ospedali periferici. Il 13 settembre il corso si tiene all'Ordine, nella sala conferenze, dalle 10 alle 13, orario che si ripeterà fino al 4 ottobre quando gli incontri si terranno negli ospedali periferici: 20 settembre nella sala riunioni dell'ospedale di Tolmezzo; 27 settembre nell'ospedale Gemona del Friuli e centro polifunzionale di Latisana; 3 ottobre nella sala riunioni dell'Ospedale di San Daniele; 4 ottobre nella sala riunioni dell'ospedale di Palmanova. Si tratta del primo corso in Europa per numero di operatori sanitari coinvolti: la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, grazie al coordinamento del presidente udinese Luigi Conte, ha realizzato, con uno sforzo organizzativo notevole e in collaborazione con il Ministero della Salute e l'Ipasvi, questo progetto che, oltre ad essere usufruibile tramite il web, può essere utilizzato grazie a un volume di 120 pagine inviato a tutti i medici e odontoiatri. Per quanti hanno studiato e approfondito l'argomento lungo gli otto capitoli del volume è arrivato il momento della verifica con un questionario a cui si deve rispondere positivamente (almeno 60/80 quiz) per ottenere i 20 crediti Ecm. Considerato il tema fondamentale, si è voluto agevolare la maggiore diffusione possibile del progetto che, per questo, diventa itinerante al punto che il calendario degli appuntamenti prevede lo sbarco di “SìCure” in tutti gli ospedali della provincia in modo che le problematiche trattate siano fruibili anche da tutti i medici ospedalieri, i medici di famiglia di quel territorio e gli odontoiatri. Il progetto, ambizioso e impegnativo, vede coinvolti in prima persona il presidente Conte e numerosi consiglieri per ribadire una volta di più l'attenzione posta dall'Istituzione Ordinistica a questa questione sanitaria emergente. “Si riscontra – osserva Conte – un atteggiamento sbagliato verso gli errori commessi in sanità: c'è una cultura dell'identificazione del responsabile in modo che sia lui a pagare le conseguenze, e invece ci si deve impegnare affinché si eliminino le cause che provocano errori e anomalie”. In questo senso Conte chiede che avvenga un cambiamento complessivo della cultura dell'errore: “Molto spesso si registra anche un atteggiamento di difesa e anche l'organizzazione sanitaria stessa ricerca il colpevole in quanto è più facile agire in questo modo piuttosto che rivedere l'intero sistema e alcune criticità che potrebbero esserci al suo interno”. Le finalità del corso, che vogliono esser anche etiche, puntano a promuovere l'applicazione di una metodologia appropriata per identificare i rischi clinici, riconoscere e segnalare gli eventi avversi, analizzare le cause delle insufficienze attive e di quelle latenti; scegliere ed applicare interventi per la prevenzione dei rischi e la gestione degli eventi avversi e delle relative conseguenze. In ballo c'è anche la corretta comunicazione ai pazienti e ai familiari degli eventuali eventi avversi.

mercoledì 10 settembre 2008

Guru, va agli indiani Simona Vecchi dal Pm

La Bombay ha acquistato all'asta l'azienda di Cambi per 26,5 milioni. Intanto la mamma di Matteo parla ai pm e dice: "Pronta ad un maxiesborso"
di Silvio Marvisi


Jam Session agli indiani per 26,5 milioni
Due le offerte, ma ad averla vinta è stata la Bombay Rayon Fashion che in totale ha raggiunto quota 26,5 milioni di euro. E così gli indiani si sono aggiudicati la Jam Session. Dalla cifra dovranno probabilmente essere detratti alcuni oneri sostenuti nella gestione dal 6 maggio 2008, data di inizio del contratto d'affito a oggi. Fra le detrazioni potrebbero rientrare le spese sostenute per l'apertura degli ultimi cinque negozi a marchio Guru (Fidenza, Palmanova e Vicolungo in outlet, poi gli store di Madrid e prossimamente a Londra) ma anche le spese sostenute per stipendi e arretrati di cui i dipendenti hanno ringraziato nei giorni scorsi con una lettera inviata ai giornali.
L'altra offerta si sarebbe fermata a quota 3 milioni di euro ma non è ancora dato sapere quali fossero le garanzie e quali le condizioni in essere. A presentarla sarebbe stata una società italiana costituita il 2 settembre al solo scopo di acquisire il marchio della margherita di cui non si conoscono i retroscena.
Di fatto il tribunale di Parma ha riscritto il contratto d'affitto che gli ex titolari finiti in carcere per bancarotta fraudolenta avevano siglato con gli indiani di Bombay Rayon Fashion Limited. Il contratto d'affitto per due anni prevedeva una somma di circa 33 milioni di euro. L'offerta arrivata oggi alla cancelleria fallimentare è più bassa ma, secondo le prime ipotesi, vi sarebbero maggiori garanzie. Proverrebbero innanzitutto dalle fideiussioni bancarie che l'importante gruppo mondiale del settore tessile dovrebbe aver presentato a supporto dell'operazione su cui potrebbe però essere rimasta qualche riserva. Gli indiani avrebbero assicurato con la nuova offerta anche i livelli occupazionali che dovrebbero rimanere intatti per i prossimi 24 mesi in cui l'azienda della margherita non potrà essere spostata da Parma.
Ulteriore garanzia di sicurezza è dalla nuova sottoscrizione di un contratto: si escluderebbe la possibilità che nel caso la produzione non avesse avuto successo gli indiani potessero rescindere gli accordi presi lasciando l'azienda della margherita allo sbando e magari gli 80 dipendnenti in mezzo a una strada.
Le buste sono state aperte alle 12.30 alla presenza del giudice delegato Coscioni, del curatore fallimentare e dei rappresentati dei creditori. Il primo incontro si è aggiornato alle 14.30 per riprendere alle 16.30. Alle 18 circa i rappresentati dei creditori hanno lasciato il tribunale e dopo poco il legale del curatore fallimentare Andrea Mora con i suoi assitenti. Da quel momento il giudice e il curatore Gino Capelli sono rimasti chiusi in ufficio per oltre un'ora per scrivere la parte finale della vicenda, il provvedimento dispositivo. Avrebbe quindi richiesto che il contratto d'affitto firmato con la vecchia gestione Jam Session venga rescisso, operazione per cui la scadenza era fissata per legge alle 24 di oggi.
Il direttore generale nei giorni scorsi si era già dimostrato scettico sul fatto che venissero presentate diverse offerte. Aveva riferito che solo un forte imprenditore del settore avrebbe potuto acquisire l'azienda in un momento così delicato. A suo avviso gli indiani risultavano essere i più forti, sono riusciti a conoscere a fondo l'azienda e a gestirla senza distruggerla, integrando le vecchie idee con le nuove.
Jam Session entra quindi a far parte di un colosso mondiale che vanta migliaia di dipendenti, titolo si spicco nella borsa indiana con diversi punti strategici nel far east. Il gruppo è gestito dalla famiglia Argawal. Il giovane Prashant, poco più che trent'enne, che dal 6 maggio scorso vive a Parma per una settimana al mese si è presentato quest'oggi al tribunale di Parma insieme al suo braccio destro Itesh Patel. Quest'ultimo è quello che più avrebbe preso contatto con il gruppo della margherita.

Simona Vecchi pronta a risarcire

Non è ancora chiara la cifra che Simona Vecchi, madre di Matteo Cambi, è pronta a tirare fuori da un dedalo di conti correnti a lei intestati per risarcire fornitori e creditori in genere. Dopo 12 ore di interrogatorio la buona novella è che la donna potrebbe consegnare una forte somma di denaro al nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bologna a parziale risarcimento dei danni che avrebbe provocato.
E' rimasta coinvolta nella bancarotta fraudolenta del gruppo Jam Session, ceduto nella stessa giornata di ieri agli indiani della Bombay Rayon Fashion, perché di fatto gestiva insieme al compagno Gian Luca Maruccio De Marco il gruppo della margherita. Nella composizione societaria risultava come amministratore unico il figlio che esattamente una settimana prima di lei è stato interrogato anch'egli dalla pm Lucia Russo per circa 11 ore e che avrebbe ammesso le proprie colpe.
"E' stato un interrogatorio molto lungo – afferma l'avvocato Mario Bonati - perché sono stati affrontati tanti profili inerenti alla vicenda, sia fatti contestati che fatti connessi al gruppo Jam Session e che se non oggetto di una contestazione dei titoli di reato. La signora ha fornito la sua ricostruzione di quanto accaduto".
Simona Vecchi avrebbe fatto tutta una serie di ammissioni ma anche molte precisazioni e distinzioni sulle informazioni in possesso degli inquirenti. Riguardo alla fuga a Ibiza la Vecchi e Maruccio De Marco avevano prenotato il volo perché si erano accordata con i titolari di un altro importante gruppo d'abbigliamento per passare un week end in barca proprio nelle isole spagnole.
I primi giorni di agosto si fece strada la pista dei gioielli secondo la quale la Vecchi avrebbe collezionato diamanti per un valore attorno ai 30 milioni di euro. La vicenda sarebbe stata smentita dagli inquirenti. Quello che però è venuto a galla è un dedalo di conti correnti, probabilmente anche all'estero, in cui sono conservate grandi cifre in denaro. Parte di quel denaro vorrebbe metterle a disposizione della magistratura per fare in modo che almeno parte del buco, al momento di 64 milioni di euro, venga sanato. Non è ancora possibile conoscere la quantità di denaro che la donna sarebbe pronta a mettere sul tavolo ma si può abbozzare una cifra fra i 10 e i 20 milioni di euro.
L'interrogatorio si è poi esteso ai fatti e alla gestione aziendale, partendo dalla nascita fino alla gestione vera e propria. In particolare gli inquirenti le avrebbero chiesto dei motivi per cui sono arrivati nel gruppo della margherita personaggi quali Patrick Nebiolo e Paolo Franchini fino ad arrivare ai giorni del crac e alle trattative con gli indiani.
Mercoledì verrà interrogato il compagno di Simona Vecchi che dovrà chiarire molti aspetti delal gestione Jam Session. Secondo gli inquirenti era lui il vero macchinatore che conosceva ogni sfaccettatura delle vicende che hanno portato alla bancarotta fraudolenta, per cui i tre sono finiti in carcere, e alla necessità di ricorrere a false fatturazioni con cui gonfiare i bilanci. Anche Gian Luca Maruccio De Marco è difeso dall'avvocato Mario Bonati.

I tre ex titolari del marchio Guru verranno poi avviati al giudizio immediato per cui già entro la fine di settembre si conosceranno le date per le udienze del processo mentre le posizioni di Patrick Nebiolo e Paolo Franchini verranno stralciate. Subito dopo la chiusura delle indagini prevista per la settimana prossima potrebbero essere interrogate le altre otto persone che hanno preso parte al crac e accusate di false fatturazioni.

Fonte: parma.repubblica.it

martedì 2 settembre 2008

A Palmanova arriva Solbiate Olona

L'Assessorato al Tempo Libero, l'Assessorato alla Cultura e la Biblioteca Comunale organizzano, in collaborazione con l’Agenzia Personal Tour,

Gita culturale in Friuli Venezia Giulia

PROGRAMMA

Venerdì 19 settembre

Ore 5.45 Ritrovo dei partecipanti presso P.le Dello Sport di fronte alla piscina.

Ore 6.00 Partenza con autopullman G.T. Arrivo a Cividale del Friuli visita al Tempietto Longobardo, proseguimento per Udine, pranzo libero, nel pomeriggio visita del centro storico. Nel tardo pomeriggio arrivo a Grado. Cena e pernottamento in hotel.

Sabato 20 settembre

Grado (escursione a Palmanova e Aquileia). In mattinata breve visita panoramica di Grado (Borgo e Basilica). Partenza per Palmanova (caratteristico Borgo medioevale). Pranzo libero. Nel pomeriggio visita di Aquileia, città di origine romana di notevole interesse artistico. Cena e pernottamento in hotel.

Domenica 21 settembre

Partenza per Redipuglia: visita al Sacrario Militare. Pranzo in ristorante. Pomeriggio arrivo a Passariano per la visita della cinquecentesca Villa Manin. Rientro a Solbiate in serata.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: 240 € (per i residenti) 300 € (per i non residenti) Supplemento singola: 45 € Posti disponibili n° 50

Viaggio in autopullman G.T. / Sistemazione in albergo categoria 3 stelle, camere doppie con servizi / Trattamento di pensione come da programma / Bevande ai pasti / Visita con guida ove indicata in programma / Ingressi al Museo Diocesano (Udine) / Tempietto Longobardo (Cividale) / Villa Manin / Polizza sanitaria Elvia Interassistance / Documenti di viaggio.

LE ISCRIZIONI SI RICEVONO PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DIRETTAMENTE ALL’INCARICATO DELL’AGENZIA PERSONAL TOUR DI BUSTO A. NEI GIORNI: LUNEDÌ 05/09 - MERCOLEDÌ 08/09 dalle 17.00 alle 18.30

venerdì 29 agosto 2008

Lecce: Agnelli al Sorrento, Cottafava è della Triestina

Il Lecce ha girato il giovane centrocampista Agnelli (reduce dal prestito al Benevento) al Sorrento, che ha ingaggiato anche La Vista (nell'ultima stagione in forza al Perugia. Il difensore Cottafava si è invece accordato con la Triestina, che ha tesserato i giovani Papa (Inter) e Tonizzo (Palmanova) in attesa di sferrare l'assalto decisivo a Sgrigna del Vicenza.

Fonte: it.eurosport.yahoo.com

Rubare rame

Furti rame: una tonnellata rubata in deposito del Vercellese
Stoccati a Ghislarengo, erano di una ditta di Palmanova di Udine
(ANSA) - VERCELLI, 29 AGO - I carabinieri hanno recuperato una tonnellata di cavi di rame. Erano di proprieta' di un'azienda di Palmanova (Udine) e stoccati in un deposito a Ghislarengo (Vercelli). Si trovavano chiusi nel baule di una vettura nel campo nomadi. Ripuliti dalle guaine di gomma, con ogni probabilita' gia' erano pronti per essere rivenduti. I carabinieri li hanno restituiti ai titolari udinesi della ditta, e hanno denunciato per ricettazione due rom.(ANSA).

Fonte: ansa.it

martedì 26 agosto 2008

Palmanova e l'A4

A4, grave un’altra bimba:
occhi puntati sui guard-rail

Viaggiava in un furgone uscito di strada a 2 chilometri dal punto in cui il giorno prima era morta la piccola Dominique
di Maddalena Rebecca

TRIESTE I tecnici di Autovie Venete l'hanno classificata come «strada dolce». Definizione rassicurante che si usa per indicare le zone ritenute sostanzialmente non rischiose per chi si mette alla guida. Eppure le cronache delle ultime ore sembrano dimostrare tutto il contrario. La carreggiata est dell'A4, nel tratto che precede il casello di Palmanova, pericolosa pare esserlo davvero.

Nel giro di 24 ore, la corsia che da Venezia conduce a Trieste è stata teatro di due incidenti gravi. Il primo è avvenuto domenica pomeriggio all'altezza dell'Outlet Village, nel comune di Aiello. Il secondo, appena due chilometri prima, si è verificato ieri mattina all'altezza di Bagnaria Arsa. Entrambi hanno coinvolto passeggeri giovanissimi: Dominique Franchi, 4 anni, morta a Cattinara otto ore dopo l'uscita di strada della Golf guidata dal nonno. E una bimba romena di cinque anni che appunto, ieri mattina, viaggiava assieme a sette adulti a bordo di un furgoncino Volkswagen con rimorchio al seguito, finito come la Golf nel fossato che costeggia l'autostrada. Le sue condizioni appaiono serie. Trasportata a bordo dell'elisoccorso inizialmente all'ospedale di Palmanova, la piccola è stata poi trasferita al nosocomio di Udine per ulteriori accertamenti.

Ma, oltre alla tenera età delle bimbe coinvolte, c'è un altro elemento che accomuna i due incidenti. Tanto nel Comune di Aiello quanto in quello di Bagnaria Arsa, la corsia di destra dell'A4 non è protetta dal guard-rail. Una scelta che non dipende da negligenza o incuria, ma è il risultato di una rigorosa osservanza delle norme che disciplinano gli interventi di sicurezza stradale. La legge infatti, spiegano i tecnici di Autovie Venete, non prevede l'obbligatorietà di utilizzare le barriere protettive nei tratti di «strada dolce».

Difficile ora dire se la presenza del guard-rail avrebbe potuto evitare la morte della piccola Dominique o scongiurare il ricovero della bimba romena. Nessuno, nè tra gli esperti di Autovie nè tra gli agenti della Polstrada, i primi ad intervenire sul luogo dei due incidenti, azzarda considerazioni di questo tipo. Ma è legittimo pensare che, forse, le barriere avrebbero potuto ridurre la velocità al momento dell'uscita di strada ed evitare quindi che l'auto e il furgoncino finissero nel canale.

Per questo c'è già chi spera che i due schianti ravvicinati avvenuti nel rettilineo che precede il casello di Palmanova, anzichè esser archiviati come incidenti di percorso, possano innescare un dibattito generale sulla sicurezza in A4, come già accaduto tre settimane fa dopo la tragedia di Cessalto. Per quell'episodio, costato la vita a sette persone travolte dalla folle corsa del tir polacco, tre referenti di Autovie Venete e cinque della Autotrasporti spa di Tombolo sono indagati con l'accusa di omicidio colposo dalla Procura di Treviso. Anche qui, sotto accusa la presunta inadeguatezza, e quindi l'inutilità dei guard-rail. L'iscrizione di dirigenti e quadri di Autovie, infatti, sarebbe collegata principalmente al tratto di barriera sequestrato dagli inquirenti. Una struttura che, secondo alcuni consulenti nominati dalla Procura, non sarebbe stata minimamente in grado di reggere l'urto del camion guidato dall'autotrasportatore polacco.

Adeguatezza o meno delle barriere protettive, resta il dramma di un'autostrada funestata da troppi incidenti. L'ultimo è avvenuto ieri mattina, attorno alle 10.30 a Bagnaria Arsa. In quel momento un furgoncino polacco Volkswagen con carrello tenda al traino è improvvisamente uscito dalla carreggiata, finendo nel fossato. All'origine dello schianto, secondo i primi rilievi, un malore o un attimo di distrazione del conducente, un cittadino originario della Romania, così come le altre sette persone a bordo, tutte praticamente illese ad eccezione della più piccola, la bimba di cinque anni ora in ricoverata in gravi condizioni all'ospedale di Udine.

Conseguenze lievi per gli adulti e drammatiche per la passeggera più fragile, anche nello schianto avvenuto appena ventiquattr'ore prima ad Aiello. A seguito dell'uscita di strada della macchina guidata dal nonno di 78 anni Paolo Murnig, la piccola Dominique, che viaggiava seduta sul seggiolino fissato al sedile posteriore della Golf. ha subito un violentissimo trauma toracico. Trauma provocato verosimilmente dal peso dell'auto che ha finito per ribaltarsi su se stessa e, forse dallo schiacciamento del tettuccio. Per lei, nonostante l'intervento tempestivo dell'elisoccorso e il trasferimento in emergenza a Cattinara, non c'è stato nulla da fare. La bimba è spirata attorno alle 21 nel reparto di rianimazione dell'ospedale triestino.

Fonte: ilpiccolo.repubblica.it

domenica 24 agosto 2008

ERA ORA!

PALMANOVA La registrazione all’ufficio brevetti della Camera di commercio per evitare abusi pubblicitari
Stella a nove punte, chiesto il copyright
Mozione del Pd in Consiglio per richiedere la tutela del simbolo dell’antica città fortezza

Una singolare iniziativa è stata suggerita, tramite una mozione che verrà discussa nella prossima tornata del consiglio comunale, dai rappresentanti del Partito Democratico, Rosario Di Maggio e Benito Ottomeni. Si tratta di trasformare il caratteristico simbolo stellare della città-fortezza in un vero e proprio marchio con tanto di copyright impedendo che venga "sfruttato" impropriamente da ditte e centri commerciali. In ordine di tempo e stato l'outlet di Aiello l'ultimo a usare l'originale disegno della pianta palmarina, ma numerosissimi sono gli imprenditori che hanno adottato la celeberrima "stella a nove punte" come simbolo per le loro aziende. Così i due consiglieri comunali hanno sottoposto al sindaco, Federico Cressati, un documento nel quale si stabilisce la tutela dell'emblema della città da un uso non autorizzato, non controllato e non disciplinato, sulla falsariga di quanto già fatto da altre amministrazioni comunali con in prima fila Firenze che ha messo sotto tutela il caratteristico giglio espressione della città. La proposta è di registrare il classico simbolo a forma di stella presso l'ufficio brevetti della camera di commercio bloccando così ogni tentativo di abuso e uso commerciale non autorizzato.In secondo luogo si tratta di associare il logo ad una certificazione di garanzia per ogni documento o attività patrocinata dall'amministrazione cittadina. In questo caso il consiglio comunale diventerebbe l'organo preposto all'esame delle domande e al rilascio delle necessarie autorizzazioni. Infine si consiglia di stabilire un regolamento per l'impiego del simbolo, completo di sanzioni per chiunque lo utilizzi senza la dovuta autorizzazione. Se la mozione verrà accolta si introdurrà un sistema di salvaguardia dell'immagine palmarina che potrebbe portare, fra l'altro, anche sostanziosi contributi finanziari nelle esauste casse comunali.Una risorsa dunque che viene da lontano, dal 1593 allorchè i Padri fondatori venuti da Venezia disegnarono la forma della nuova fortezza.Mauro Mazzilli

Il presidente Simone Ronco lancia un nuovo progetto giovanile al Polisportivo Bruseschi (da Friuligol.it)

  È stata ufficialmente sottoscritta nella sede del Comune di Palmanova la convenzione tra l’Amministrazione comunale e la società sportiva ...