sabato 20 dicembre 2008

Terza corsia dell’A4, via agli espropri

Lavori per la terza corsia dell'autostrada A4 Venezia-Trieste: parte la procedura d'esproprio. L'annuncio è stato dato ieri sera in consiglio regionale, nel corso della replica al dibattito generale sulla Finanziaria 2009, da Renzo Tondo, presidente del Friuli Venezia Giulia e commissario straordinario per la terza corsia. Il presidente Tondo ha firmato l'atto che dispone l'avvio della procedura espropriativa del primo lotto, quello compreso nella tratta Quarto d'Altino-San Donà, e quello necessario alla realizzazione del casello di Meolo. Sono circa 500 i proprietari coinvolti. Domenica i decreti degli espropri e i nominativi interessati per il tratto Quarto d'Altino-San Donà saranno pubblicati su La Nuova. «Il valore complessivo degli espropri - ha sottolineato il vicecommissario per la terza corsia Riccardo Riccardi - ammonta a circa 40 milioni di euro». L'importo totale dei lavori, invece, è di un milirdo e mezzo di euro.

La pubblicazione sui quotidiani rappresenterà soltanto il primo atto di una procedura che commissario e vicecommissari per la terza corsia (oltre a Riccardo Riccardi c'è l'assessore veneto alla Mobilità Renato Chisso) contano di concludere entro marzo, al massimo aprile 2009.

Conferenza servizi. Ai primi del prossimo mese (la data ipotizzata al momento è il 9 gennaio) sarà convocata la Conferenza dei servizi. Associazioni di categoria (soprattutto del mondo agricolo) e Provincia di Venezia (che dovrebbe fare da garante) concorderanno il modello di accordo finalizzato agli espropri. Dopo la Conferenza dei servizi gli interessati avranno 30 giorni di tempo per esprimersi. In base alle osservazioni pervenute di adeguerà il progetto. Una volta ottenuto il parere del comitato scientifico si procederà quindi all'approvazione del progetto definitivo e all'approvazione del bando di gara.

Incontri. Per garantire la massima trasparenza e il coinvolgimento della popolazione interessata potrebbe essere seguito anche il modello Villesse-Gorizia. Ovvero: previsione di un ufficio in cui gli espropriandi possono prendere appuntamento per prendere visione del progetto ed esprimere le proprie osservazioni; incontri con la popolazione Comune per Comune.

Cronoprogramma. La terza corsia della A4 sarà realizzata entro il 2014, con un risparmio di alcuni anni, grazie all'accelerazione garantita dal commissario, rispetto al programma a suo tempo adottato da Autovie Venete. L'opera, lunga 110 chilometri, vedrà l'attivazione di cantieri in 5 lotti. Dopo il cantiere del tratto Villesse-Gorizia, che sarà completato nel 2012, toccherà al tratto Passante di Mestre-San Donà completo nel 2013 con il nuovo casello di Meolo. Quindi toccherà al tratto San Donà- San Michele al Tagliamento completato entro il 2013; il nuovo casello di Alvisopoli sarà pronto nel 2013; il tratto Gonars-Villesse sarà pronto nel 2014, così come il tratto Ponte Tagliamento-Gonars compresa l'uscita di Palmanova con la variante della statale per Cervignano.

Chisso. «E' l'ennesima bella notizia che dimostra come i presidenti di Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno a cuore le sorti del loro territorio - commenta l'assessore veneto alla Mobilità Renato Chisso - La nomina del commissario per l'emergenza e il lavoro svolto dalla struttura commissariale in questi mesi rappresentano un grande risultato».
Fonte: Messaggero

martedì 16 dicembre 2008

Extraordinary, Every Day Travel Contest

La giuria di Extraordinary, Every Day Travel Contest ha decretato i vincitori del concorso lanciato da Alcantara® LAB durante lo scorsa edizione del Salone del Mobile 2008. Il concorso di idee, rivolto a creativi di qualsiasi nazionalità ed età, aveva per tema il "nomadismo quotidiano", gli spostamenti su brevi o lunghe tratte in cui si ha la necessità di portare con sé oggetti che migliorino la qualità del tempo, per rendere il percorso, breve o lungo che sia, un'esperienza unica.

Si chiedeva di progettare un oggetto, elemento o accessorio, straordinario che potesse essere utilizzato, trasportato e usufruito durante le attività quotidiane che si compiono in viaggio. Un oggetto che contemplasse l'utilizzo di materiale Alcantara® e che sapesse restituirne i suoi valori: sensorialità, estetica, funzionalità ed esclusività.

Più di 600 creativi, di 48 diversi paesi si sono iscritti al concorso sul sito internet di Alcantara® LAB, per aggiudicarsi il montepremi di 15.000 €. Una giuria prestigiosa, presieduta da Giulio Cappellini, Art Director del LAB, ha giudicato i lavori, decretando i vincitori:

  • Primo premio: Francesco Marcellino, designer 24 enne di Treviglio (BG) per "Baglap" borsa porta PC trasformabile in un piano d'appoggio particolarmente confortevole grazie alla sua forma ergonomica e al rivestimento in morbido materiale Alcantara®. "Abbiamo voluto premiare una proposta di qualità" dichiara Giulio Cappellini, il quale aggiunge che "oggi più che mai si sente la necessità di progetti forse meno eclatanti che però rispondano a bisogni reali; questo è un valore assolutamente contemporaneo".


  • Secondo premio: design center di I.DE.A Institute guidato da Umberto Palermo, 35 enne torinese, per "Ozio" utilissimo trolley da viaggio studiato per offrire accanto alla tradizionale funzione di trasporto, una comoda seduta per alleviare le attese, tra uno spostamento e l'altro.


  • Terzo premio: Paolo Virgolini, 30 enne di Palmanova (UD) per "Reporter", originale bracciale con fotocamera digitale per immortalare i momenti di viaggio. Non solo macchina fotografica digitale dunque ma un accessorio con bracciale intercambiabile che grazie ad Alcantara® diventa sensorialmente piacevole nell'uso e di tendenza.


  • Premio speciale della giuria: Cristian Ciacchiné, Alice Cappelli e Leandro Lisboa, per il miglior utilizzo di Alcantara® con "ADD-OFF", un prodotto composto di due paraorecchi e mascherina che nell'insieme costituiscono il loro stesso packaging. Due elementi distinti nella loro natura che creano piccoli momenti d'isolamento personale, una "parentesi" nella frenesia del quotidiano che sfrutta appieno i valori estetici, funzionali e sensoriali di Alcantara®.


I risultati della selezione dei progetti sono visionabili sul sito internet: www.alcantaralab.com

Fonte: www.professionearchitetto.it

lunedì 8 dicembre 2008

Per natale....


05/12/2008

A Palmanova Outlet Village navetta, spettacoli, intrattenimenti a costo zero. Per adulti e bambini, sino all'Epifania



palmanova.jpg

Tutti i week end, dal 6 dicembre all'11 gennaio, dalle 14.30 alle 20, con corse previste ogni mezz'ora , una navetta collegherà Palmanova (UD) con l'outlet village, inaugurato poco prima dell'estate nel vicino comune di Aiello del Friuli.

Una sinergia natalizia tra pubblico e privato utile ad agevolare gli spostamenti extra-auto dei consumatori, come pure allo sviluppo socioeconomico del territorio. E poi. in calendario tanti intrattenimenti per tutta la famiglia tra musica, arte, cultura, teatro, mostre, danze. Di scena, dalle ore 15 in poi, nella piazza centrale dello spacciato comprensorio friulano.

In programma pure teatrini, narrazioni, cabaret e gruppi folkloristici itineranti.

Con diverse animazioni per intrattenere i bambini anche la vigilia di Natale, il 31 dicembre e il giorno dell’Epifania: burattini, teatro da strada e marionette a filo.Tutte le iniziative sono state organizzate in collaborazione con l’associazione socio culturale no-profit Da un’Onda, un Sorriso, impegnata a dare sostegno ai piccoli che vivono in situazioni di difficoltà.
La cittadella-fiction dello shopping ribassato in Friuli Venezia Giulia ( le info su brand ed eventi sono nel website) naturalmente sarà addobbata a festa: dal presepe creato dai bimbi al trenino che va nel boschetto artificiale per consegnare le letterine a Babbo Natale, sino alle caratteristiche casette di legno stile natalizio che ospiteranno i prodotti di vari espositori. Un mercatino di tipicità aperto tutti i giorni per cinque settimane, dalle 10 alle 22. Poi, sino al 24 dicembre ci sarà un concorso e, dopo il recente del marchio Freddy, a breve aprirà l'outlet di Enrico Coveri. Altri seguiranno a ruota.

La sera del 31 dicembre, il Gruppo Storico in costume saluterà il 2008 e darà il benvenuto al nuovo anno facendo tuonare moschetti e cannoni, per rievocare l’atmosfera secentesca originaria di Palmanova, detta la città stellata. Allo scoccare della mezzanotte, al via lo spettacolo pirotecnico di buon auspicio. .

E il 6 gennaio, tradizionale appuntamento con l’accensione del Pignarul dell’Epifania sul bastione di Contrada Savorgnan, a cura del Gruppo A.N.A. di Palmanova.

Fonte: rispendo.corriere.it

mercoledì 26 novembre 2008

DRAMMA NELLA SOLITUDINE A PALMANOVA

fonte: Arcidiocesi di udine
Muore in casa, lo scoprono dopo 9 mesi
Si ipotizza sia deceduto per il freddo lo scorso inverno

PALMANOVA (26 novembre, ore 18) - Dramma nella solitudine nella Bassa Friulana. Il corpo di un uomo morto per cause naturali circa nove mesi fa è stato scoperto in una casa semiabbandonata a Palmanova. L'uomo non è stato ufficialmente identificato anche se si ritiene possa essere uno dei figli della proprietaria della casa, del quale non si hanno notizie dallo scorso inverno. Il corpo è stato trovato in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini che lamentavano il fastidio causato dai miagolii di un gatto rimasto imprigionato nella casa da alcuni giorni.

L'uomo non è stato ufficialmente identificato anche se si ritiene possa essere uno dei figli della proprietaria della casa, del quale non si hanno notizie dallo scorso inverno. Una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, coordinati dalla procura della Repubblica di Udine, è che l'uomo sia morto per il freddo nello scorso inverno.

La Polizia municipale di Palmanova sta cercando di rintracciare un altro dei figli della proprietaria dell'abitazione per procedere all'eventuale identificazione della persona.

martedì 25 novembre 2008

Quanto vale l'ospedale?

Fonte: messaggeroveneto.repubblica.it

Anche il sito Internet è scomparso dal web

Gestione immobili Fvg,
l'elenco dei tesori venduti

Una vignetta disegnata da Altan un paio di mesi fa Una vignetta disegnata da Altan un paio di mesi fa
di Tommaso Cerno

UDINE.
Si parte con le aste pubbliche, si finisce con la trattativa privata. E ad ascoltare la versione ufficiale della Gestione Immobili Fvg e della Regione tutto sembra normale: più si va avanti nella vendita dei beni, più restano in coda quelli meno appetibili. Con la logica conseguenza che le aste andranno deserte. Eppure nell’ex caserma di Tarvisio, ceduta per 295 mila euro con tutti i terreni, sorgerà presto un complesso immobiliare dal valore molto più elevato. A Palmanova, invece, nell’ex ospedale ceduto a 890 mila euro, dopo che il valore iniziale stimato era stato di 3 milioni 300 mila euro, potranno venire realizzati uffici e centri direzionali.

Trattandosi, però, di beni pubblici, chi stabilisce quale sia il confine fra l’affare per l’ente e quello per l’acquirente privato? E soprattutto quando i dati attestano che, nell’ultimo anno di cessioni, le aste pubbliche deserte si sono moltiplicate esponenzialmente fino a un record di 28 assegnazioni dirette su 34 lotti, è vantaggioso per chi possiede il patrimonio iniziale continuare a vendere? E ancora: chi e come poteva sapere che cosa era in vendita? Dove venivano reclamizzate le aste?

Il sito fantasma. Bene, Gestione Immobili Fvg non ha più nemmeno un sito internet dove poter verificare tutto questo. E negli ultimi mesi sono state molte le segnalazioni da parte di privati che non riuscivano a scaricare le informazioni sugli edifici in vendita. Così come alla sede della società, in piazza Sant’Antonio nuovo, al civico 6, a Trieste sono giunte due richieste di un consigliere regionale, Stefano Pustetto della Sinistra Arcobaleno, per conoscere quale forma di pubblicità sui giornali e sul web sia stata garantita prima delle aste di Palmanova e di Tarvisio. Una richiesta, per ora rimasta inevasa, conferma lo stesso consigliere regionale della Sa, cui «farà seguito una nuova interpellanza per fare luce – spiega – su quanti realmente sapessero della cessione. Un elemento che ci aiuta a capire se i prezzi bassi sono legati alla poca appetibilità dei beni o alla scarsa pubblicità della vendita. Per ora non aggiungo nulla sulla motivazione di questa eventuale mancata pubblicità».



L’elenco dei 100 lotti. In attesa della risposta della società regionale degli immobili, che ha chiesto a Pustetto di inviare la richiesta via posta, cosa fatta, pubblichiamo l’u ltimo elenco disponibile – fornito solo al consiglio di amministrazione della Spa – sulla cartolarizzazione dei cento beni in inventario, con il relativo prezzo. Un elenco che conferma come, dal novembre 2007 in poi, i casi di asta pubblica andata deserta si siano moltiplicati, fino a diventare percentualmente la maggioranza assoluta. I primi lotti vengono ceduti quasi tutti alla prima asta e ricevono un numero medio di offerte piuttosto elevato. In alcuni casi il valore di aggiudicazione è molto più elevato di quello della convenzione, in altre è pari o simile, in altri ancora più basso. Anche in questo caso, dal novembre 2007, si assiste a un’i nversione di tendenza. Oltre all’incremento delle trattative private seguite ad aste deserte, nella maggioranza dei casi il bene viene aggiudicato al di sotto del prezzo di convenzione. A volte di poco, altre, come nei due ultimi casi su cui è scoppiata la polemica, di molto.

Obiettivi e guadagni. Sul piano economico, la Gestione Immobili, già nel novembre 2007, aveva superato – dopo la vendita, anche questa a trattativa diretta del castello Ceconi – il valore della convenzione siglata con la Regione. Gi-Fvg aveva incassato 59 milioni 266 mila euro contro i 56 milioni stabiliti. A quel punto si trattava di raggiungere il secondo obiettivo, la cifra cioè di 61 milioni 702 mila euro, che avrebbe alzato la percentuale di guadagno dal 2% al 3,6473%. Nella scheda che accompagna l’elenco dei beni trasmesso al cda, il 20 novembre 2007, si legge: «Grazie soprattutto alla vendita diretta, l’obiettivo è stato raggiunto».

L’appalto dell’ospedale. Ma nel mirino non finiscono soltanto le aggiudicazioni a basso costo, bensì anche l’a ppalto del teleriscaldamento dell’ospedale di Udine, che prevede la gestione trentennale del sistema di produzione energetica. Un business da 60 milioni subito e 500 in prospettiva, cui compete una società romana, la Siram, che ha acquistato la Gefi Servizi Immobiliari, ovvero la società cui Gefi, partner della Regione nella Gestione Immobili, ha ceduto il ramo d’azienda delle cartolarizzazioni. Una gara ancora ferma, a buste presentate, in attesa di aggiudicazione. Ma anche una gara su cui la polemica politica è ormai esplosa.

venerdì 21 novembre 2008

Storia


Le caserme di Visco
18.11.2008

Visco, la storia taciuta

di Ferruccio Tassin

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Il 6 aprile 1941 le potenze dell’Asse invadono la Jugoslavia: incomincia la vicenda dei campi di internamento. L’ordine di allestire quello di Visco giunse nel dicembre ’42. L’esistenza di 17-18 padiglioni in muratura facilitò l’operazione.

I lavori procedevano a rilento e il generale Umberto Giglio si portò sul posto il 17 gennaio ’43 e descrisse i lavori fatti eseguire: “… ho provveduto a trasformare 9 dei 17 o 18 padiglioni in muratura ad uso ospedale e infermeria collegandoli fra loro con piccoli fabbricati e dotandoli di gabinetti e lavatoi moderni (capacità oltre 400 posti letto) e a sistemare, nei rimanenti 8 o 9 padiglioni, il campo di bonifica modernissimo e completo, parte delle cucine per gli internati, gli alloggi e la mensa per gli ufficiali italiani e gli uffici; a ultimare e a costruire ex novo in muratura padiglioni per visita medica, con gabinetti dentistico e batteriologico, d’isolamento per malati infettivi e contagiosi…a costruire grandi baracche in legno con pavimentazione in cemento ad uso cucine, latrine e lavatoi per internati…a montare n. 325 baracche tipo “ Russia”, n. 7 baracche tipo “Milano” n. 22 grandi tende normalizzate a doppia parete e con pavimentazione in legno… a far trasportare al campo, con automezzi e carri ippotrainati, dalla stazione di Palmanova e dai magazzini genio d’intendenza di Villa Vicentina e di Udine, quantità favolose di materiali di ogni genere e specie”.

“Tutti i lavori, malgrado le poche ore lavorative dovute alle intemperie della stagione e alle giornate corte, vennero effettuati in modo quasi completo, in circa un mese, tanto che, il 20 febbraio 1943 il campo venne occupato dai primi mille internati che trovarono in esso ogni possibile conforto. I lavori compiuti, per la loro enorme mole e perché eseguiti con organizzazione perfetta e razionalmente, destarono l’ammirazione delle autorità superiori che definirono “miracolosa” la costruzione di quel campo…”.

Sembra si parli di altro, piuttosto che di un luogo in cui l’umanità veniva violata. Nel giugno del ’43 si stabiliva in 8.500 internati la capacità del campo.
Il gen. Giglio, in una lettera di poco precedente, aveva dato precise disposizioni sia per gli internati che per i militari del campo, i quali dovevano essere formati espressamente per essere capaci di rispondere nelle condizioni più critiche come evasioni, rivolte, lancio di paracadutisti.

Alcuni consigli e tra essi uno che si riferisce alle vittime più innocenti di simili soprusi:
“… riunire i bambini durante varie ore del giorno in apposito recinto (proprio ‘recinto’, n.d.A.) e locale per essere intrattenuti in giochi ed istruzioni in relazione alla loro età. Qualora vi sia la possibilità di maestre fidate o possibilità di controllarle possono essere organizzate anche scuola per i ragazzi più grandi”.

Degli internati nel campo di Visco, 25 non fecero più ritorno; 22 si spensero nel campo, 3 all’ospedale di Palmanova. I certificati di morte accennano in qualche caso a gravi stati di deperimento organico; probabilmente erano persone che arrivavano da Arbe, dove le morti per fame furono numerosissime (dalle 1000 alle 1.500 ).

Per fortuna, qui, non morirono bambini. Ciò fu dovuto anche al gruppo dei medici del campo, alcuni dei quali curarono allora senza compenso molti dei nostri paesani.

Si deve accennare, almeno a una lettera del capitano medico pediatra dott. Giuseppe Castelbarco Albani, che, scrivendo a mons. Mirko Brumat, del comitato per il soccorso agli internati sloveni, segnalava tra l’altro: “… mancano farine alimentari per bambini e sovratutto Mellin per divezzamento e per correggere nei lattanti artificialmente ai primi mesi. Non abbiamo nessuna dotazione, ed il sottoscritto stesso à provveduto personalmente ad acquistare qualche flacone di Mellin facendo piccola opera di beneficenza … le anime buone del Goriziano, le mamme sopratutte potranno più di me, pensando ai loro bambini, comprendere quanto bene si può fare in tanto dure contingenze per le piccole innocenti creature altrui”.

Perché fece questo il conte Castelbarco Albani? Si potrebbero mettergli in bocca molteplici risposte, ma nessuna di certo più adatta di quella che diede Giorgio Perlasca, l’imprenditore padovano che salvò migliaia di Ebrei a Budapest: “Perché ero un uomo”.


Fonte:ilreporter.com

Il presidente Simone Ronco lancia un nuovo progetto giovanile al Polisportivo Bruseschi (da Friuligol.it)

  È stata ufficialmente sottoscritta nella sede del Comune di Palmanova la convenzione tra l’Amministrazione comunale e la società sportiva ...