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San Gregorio e Santa Giustina



Sfogliando un libro “Santi e Martiri nel Friuli e nella Venezia Giulia” – Edizioni Messaggero Padova ho scoperto o, forse riscoperto, alcune notizie storiche su Palma che non fanno parte della grande storia che sposta confini e rimaneggia popoli.

Entrando neò Duomo adesso si notano di più le tombe, cioè le lapidi, riemerse coll’ultimo restauro del pavimento. Ai tempi in cui il riscaldamento non c’era, esistevano persone come l’Arciprete Mons. Piero Damiani che scoperse Barbarigo, o meglio il suo soggiorno a Palma e tentò di dare degna dimora al corpo santo di Giustina vergine e Martire.

E’ bello notare che quei fatti lontani diedero occasione al Monsignore di abbellire il Duomo con novità.

San Gregorio Barbarigo

Vescovo

(Venezia 16 settembre 1625 – Padova 18 giugno 1697)

Sacerdote (1655) e dottore in diritto(1655, a Padova);

vescovo di Bergamo(1657 – 1664)

cardinale (1660); vescovo di Padova(1664 – 1697);

beatificato da Clemente XIII il 21 settembre 1761;

canonizzato da Giovanni XXIII il 26 maggio 1960;

corpo nella cattedrale di Padova.

Memoria liturgica: 17 giugno.

Presenza in regione

Nel 1630, a 5 anni d’età, a causa della peste che imperversava nella natia Venezia Gregorio si rifugiò con la madre Lucrezia e i due fratelli a Palmanova, dove il nonno materno Pietro Lion era provveditore generale.

Ma proprio qui morì sua madre.

Nel 1960, in occasione della canonizzazione del grande vescovo su una colonna della cappella del Santissimo Sacramento, del Duomo Palmarino, venne murata una lapide a ricordo di tale soggiorno e a invocazione della celeste protezione del novello santo.

Una mitra e un corporale a lui appartenuti si conservano entro una teca di vetro nel Santuario della Beata Vergine di Rosa a San Vito Al Tagliamento.

Santa Giustina

Martire dei primi secoli.

Luogo di provenienza delle reliquie: catacombe romane di Santa Ciriaca.

Luogo attuale di conservazione; ricoperte di cera e rivestite di ricchi abiti, le ossa della martire sono custodite in un’urna di vetro, la quale, poco tempo fa, era incastonata nella parete destra, entrando, della Cappella del Rosario(Cappella invernale) , all’interno del Duomo di Palmanova. Attualmente la cappella ristrutturata ospita i resti di Giustina sotto la mensa dell’altare. E’ una bella collocazione per una persona che entri in cappella dal Duomo perché viene accolto dal mosaico che, per immagini, racconta la storia di Palma e della sua parrocchia fino all’arrivo dell’immagine della B.V. del Rosario di Pompei. Il motivo geometrico della stella viene ripetuto più volte fino ad arrivare all’altare che oltre al Tabernacolo sullo sfondo, ha il crocefisso del Busetti.

Quindi è un luogo “Palmarino” a tutti gli effetti.

Traslazione: esumate a Roma nel 1787, furono richieste per il Duomo dall’arciprete Guerra, probabilmente a motivo dell’omonimia con la martire padovana compatrona della città( Santa Giustina Vergine Martire nel 304: memoria liturgica 7 ottobre).

Dopo essere rimaste in deposito presso la curia udinese, le ossa furono ricomposte ed esposte alla venerazione dei fedeli sotto l’altare maggiore del Duomo il 14 ottobre 1832.

Nel 1850, collocate entro un’urna, furono spostate sopra la mensa dell’altare di San Giuseppe: nel 1965( forse è sbagliata ….1973?) trovarono infine la loro attuale collocazione.

Memoria liturgica e culto: i festeggiamenti in onore della martire hanno ricorrenza venticinquennale( si festeggia l’ultima domenica di settembre, ogni 25 anni aveva luogo una grande processione che si snodava per gran parte della città…nel 1975 e nel 2000 non è stata effettuata)

p.s. in grassetto le mie aggiunte

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