venerdì 26 novembre 2010

Colletta alimentare sabato 27 novembre versione testuale
La mappa di negozi e supermercati dove si può offrire la borsa della spesa per i poveri

UDINE (26 novembre, ore 15.30) - Sabato 27 novembre i volontari del Banco alimentare saranno presenti all’ingresso di 117 supermercati in 46 comuni della provincia di Udine, per invitare tutti gli acquirenti a donare una parte della spesa a favore di oltre 6.700 persone che in Friuli vivono in condizioni di difficoltà.
Ecco l’elenco dei 46 Comuni friulani aderenti all'iniziativa. A fianco di ogni Comune, fra parentesi, è indicato il numero dei supermercati coinvolti. Sul sito del Banco alimentare i donatori possono trovarel’indirizzo dei singoli punti vendita aderenti all’iniziativa.
Amaro (1), Attimis (1), Bagnaria Arsa (1), Basiliano (1), Buja (4), Buttrio (1), Campoformido (1), Cassacco (2), Castions di Strada (1), Cervignano (3), Cividale (6), Codroipo (7), Coseano (1), Faedis (1), Fagagna (2), Fiumicello (1), Gemona (6), Latisana (1), Majano (4), Manzano (1), Martignacco (2), Mortegliano (1), Muzzana del Turgnano (1), Pagnacco (1), Palazzolo dello Stella (1), Palmanova (3), Passons di Pasian di Prato (2), Percoto (1), Pocenia (1), Povoletto (2), Pradamano (2), Precenicco (1), Premariacco (1), Remanzacco (2), Rivignano (1), San Giorgio di Nogaro (4), San Daniele (1), Santa Maria La Longa (1), Tarcento (3), Tarvisio (3), Tavagnacco (4), Tolmezzo (4), Torreano di Cividale (1), Torsa (1), Udine (28) e Varmo (1).
I volontari si potranno riconoscere per la pettorina gialla che indosseranno, con la scritta Colletta alimentare e il simbolo del Banco, la formichina che porta la spesa. Inviteranno a donare generi a lunga conservazione, di prima necessità, come olio, omogeneizzati, alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati, sughi e legumi in scatola, che al Banco non arrivano a sufficienza dalle altre fonti di approvvigionamento, l’industria alimentare e l’Agenzia del ministero dell’Agricoltura.

giovedì 18 novembre 2010

Grazie al blog di Aldo Rossi scopriamo la Campana d'Oro

La Camera di Commercio rispolvera un progetto di quasi vent’anni fa per premiare i locali dove si mangia friulano. Per ora sono già 34 i ristoranti tra Udine e provincia che possono affiggere la targa «Qui si mangia friulano». Ma le richieste sono un centinaio, con l’obiettivo di estendere il progetto a chi propone una cucina tipica e tradizionale.
Si tratta di un modo per valorizzare il territorio e i suoi prodotti e allo stesso tempo incentivare il turismo «Anche se il progetto risale al 1983 – ha spiegato ieri il presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo – è ancora molto attuale, siamo stati i primi in Italia a lanciare un’iniziativa simile e ora abbiamo intenzione di portarla avanti, valorizzando l’enogastronomia locale, che è una fonte di turismo, ma anche di aggregazione per chi vive qui».
Il progetto è unico anche per le forze che ha messo in campo, visto che hanno subito aderito anche Cna, Confcooperative, Legacoop Fvg, Cofcommercio, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura e Confesercenti. Sarà, poi, inserito anche nello spazio di Friuli Future Forum e accompagnerà la Cciaa nelle missioni promozionali e negli incontri internazionali.

Durante una cerimonia ufficiale, i primi 34 riceveranno la targa, che consiste in una piastrella da appendere all’esterno del locale caratterizzata dalla figura del Beato Bertrando, storico simbolo della Cciaa di Udine. Questi i premiati: «Ai tre Canai» e «Alla laguna» di Marano Lagunare; «Al fogolar» di Chiaulis di Verzegnis; «Albergo Bellavista» e «Hotel La Perla» di Ravascletto; «Albergo Leon Bianco» di Moggio Udinese; «Albergo Matiz – Da Otto» di Timau di Paluzza; «Albergo ristorante Salon» di Piano d’Arta Terme; «Antica trattoria Peres» di Colloredo di Monte Albano; «Alle tre sorelle», «Da Artico»; «Antica Maddalena», «Hotel Là di Moret», «Hosteria Alla Tavernetta», «Pieri Mortadele», «Alla Vedova» di Udine; «Campana D’Oro» di Palmanova; «Albergo Neider» di Sauris; «Ristorante Costantini» di Tarcento; «Al Borgat» di Tolmezzo; «Al Monastero – Taverna di Bacco» di Cividale del Friuli; «Da Gambate» di Savorgnano del Torre; «Prosciutteria Dok di San Daniele» di San Daniele del Friuli; «Albergo Al Sole» di Forni Avoltri; «Albergo ristorante Riglarhaus» e «Azienda agricola Domini Albert» di Sauris; «Antica osteria Stella d’Oro» di Verzegnis; «Al Ferarut» di Rivignano; «Hotel Carnia» di Venzone; «Agriturismo Ai Faris» di Attimis; «Cucina di Carnia» di Villa Santina; «La gubana della nonna» di San Pietro al Natisone; «Foglie d’erba» di Forni di Sopra e «Latteria borgo Paludo» di Fagagna.

lunedì 8 novembre 2010

Aveva scelto Palmanova...

Lutto tra gli artigiani friulani, morto Beppino Della Mora versione testuale
Vittima di un infarto, all'età di 72 anni. Sabato i funerali

PALMANOVA (4 novembre, ore 17.30) - È morto improvvisamente la scorsa notte all'Ospedale di Palmanova, per un infarto, Beppino Della Mora (nella foto), figura storica dell'artigianato del Friuli-Venezia Giulia.

Nato a Pasian di Prato il 15 luglio 1938, nel 1954 fondò a Udine la ditta Marmi della Mora, azienda gestita attualmente dal figlio Paolo, che è capo categoria dei marmisti di Confartigianato Udine e vice presidente nazionale della categoria. Dopo una lunga militanza nell'allora Unione artigiani del Friuli, Della Mora ne fu eletto presidente nel 1980, incarico che ricoprì fino al 2000, ed era attualmente presidente onorario di Confartigianato Udine.

Nominato nel 1980 Commendatore per l'Ordine al merito della Repubblica italiana, Della Mora è stato fra l'altro anche presidente della Federazione regionale di Confartigianato (1986-2000), dell'Ente bilaterale per l'artigianato, (1999-2008), consigliere dell'Ente regionale per lo Sviluppo dell'artigianato, componente del cda della Cassa di risparmio di Udine e Pordenone. I funerali si svolgeranno dopodomani nella chiesa di Ialmicco di Palmanova.

lunedì 18 ottobre 2010

Quanto costerà tra vent'anni il passaggio tra la zona industriale e San Marco a Palma?

Fonte: http://bora.la

Oltre due milioni di euro per la realizzazione del sottopasso e le opere accessorie finalizzate a eliminare il passaggio a livello e a riconfigurare la viabilità della frazione di Risano (Pavia di Udine). E’ l’importo dei lavori consegnati dal vicepresidente Fabio Marchetti alla ditta affidataria, un raggruppamento temporaneo d’imprese costituito dalla Enrico Ravanelli Spa di Venzone (mandataria) e la Costruzioni Cicuttin di Latisana. «L’opera – ha spiegato Marchetti – consiste nella soppressione del passaggio a livello sulla sp 78 con la conseguente realizzazione di una carreggiata a due corsie, un marciapiede ciclopedonale, le cunette laterali. Verrà realizzata, inoltre, una strada di accesso per i residenti e il collegamento con la stazione ferroviaria (posta a sud rispetto alla provinciale). Otto mesi la tempistica prevista per la conclusione del cantiere finanziato per un terzo da parte della Rete ferroviaria italiana e per due terzi dalla Regione Fvg».




Presente all’incontro anche il consigliere provinciale Beppino Govetto che ha sottolineato l’importanza dell’opera non solo per la frazione di Risano ma per tutta la viabilità del Comune di Pavia di Udine poiché risolverà molti disagi sia per i residenti sia per i lavoratori in transito diretti nelle aree produttive di Manzano, Percoto e nella Zona industriale udinese. Soddisfazione per l’avvio del cantiere, è stata espressa anche dal primo cittadino di Pavia di Udine, Mauro Di Bert. «E’ un intervento molto sentito e atteso dalla popolazione anche in virtù del sensibile aumento del traffico ferroviario che ha portato a soste più frequenti, prolungati tempi di attesa e a un maggiore, inevitabile, inquinamento. Problematiche che diventeranno ancora più complesse con il raddoppio della linea. I lavori creeranno temporanei disagi ai cittadini (per i quali ci scusiamo fin d’ora) a fronte però di importanti futuri vantaggi: l’eliminazione del passaggio a livello oltre a garantire una maggiore sicurezza, consentirà di conferire una migliore linearità al traffico».



La soppressione dell’infrastruttura di Risano rientra in un ampio programma concordato tra Rfi (Rete ferroviaria italiana) e la Regione Fvg, per la realizzazione di opere sostitutive ai passaggi a livello (ex art 4 legge regionale 2, 22/2/2000). Programma confluito in una convenzione “madre” stipulata nell’aprile del 2001 che prevede l’eliminazione, a livello regionale, di una ventina di passaggi a livello il cui iter realizzativo è in capo agli Enti di area vasta, sulla base di appositi accordi. Dei venti passaggi a livello, 6 ricadono sul territorio della Provincia di Udine. Del gruppo, oltre a quella di Risano, fanno parte le infrastrutture che si trovano a Palmanova (progettazione in fase preliminare) e a Pasian di Prato (in località Santa Caterina, il più importante e in definizione avanzata). Lungo la linea Mestre-Trieste, inoltre, è in fase di studio di prefattibilità la soppressione dei passaggi a livello situati nei comuni di Cervignano, San Giorgio di Nogaro e Torviscosa. Provincia di Udine e Rfi, inoltre, hanno stipulato un accordo specifico per la soppressione del passaggio a livello collocato in via Lumignacco, a Udine.

domenica 17 ottobre 2010

venerdì 17 settembre 2010

VENERDÌ 17 SETTEMBRE 2010

Caffetteria Torinese, il bar di un sangiorgino


”L’identità del territorio come prima cosa”: ecco il segreto, come lo racconta lui stesso, di Nereo Ballestriero, titolare della Caffetteria torinese di Palmanova (Udine), miglior bar dell’anno, secondo Gambero Rosso. ”Penso che quello che ha colpito la giuria – spiega Ballestriero, friulano di San Giorgio di Nogaro che gestisce la Caffetteria Torinese da 16 anni – è stata la presenza del territorio in ogni nostra proposta”.
La motivazione del premio non smentisce il titolare del bar: il premio è andato alla caffetteria ”per la capacità di innovare con un’offerta che coniuga un respiro europeo alla tradizione locale adottando il chilometro zero, sapendosi aprire a suggestioni e sapori internazionali e garantendo la stessa completezza d’offerta e qualità dalla mattina alla tarda notte”.
Il migliore bar d’Italia del 2010 si affaccia sulla piazza centrale di Palmanova, la città fortezza costruita dai veneziani nel 1500 e famosa per la sua pianta a stella con 9 punte. Qui Nereo, insieme alla moglie, Marina, e a uno staff di cinque persone, accoglie i clienti ogni giorno proponendo, oltre a caffè in tutte le declinazioni, una vasta scelta di tè e di prodotti tipici del territorio friulano e giuliano, dai formaggi ai salumi, dall’olio ai grandi vini. Ristoratore da quasi trent’anni, Nereo Ballestriero ammette: ”Andare a Roma per ritirare il premio, per noi è stata una sorpresa, c’era gente molto importante e molto brava”.

lunedì 9 agosto 2010

Il Blog di Aldo Rossi ci informa

Palmanova: l'Accademia cucina premia il salame d'oca dell'azienda Pessot



L'Accademia Italiana della Cucina ha assegnato il 22/o Premio ''Dino Villani'' ad Antonello Pessot, fondatore nel 1976 con la moglie Jolanda de Colo' dell'omonima azienda di Palmanova, leader in Italia nella produzione di specialita' a base d'oca. Il Premio, a carattere nazionale, viene assegnato ad personam al titolare di un'azienda artigiana che si sia distinto nella produzione e nella valorizzazione di un prodotto alimentare di eccellenza legato alla tradizione locale. Venne istituito nel 1989 in memoria di Dino Villani, eclettico personaggio e socio fondatore dell'Accademia. Ad Antonello Pessot il riconoscimento e' stato attribuito per il salame d'oca tradizionale, detto ''ecumenico'' perche' puo' essere consumato anche da ebrei e musulmani. Un prodotto che almeno dal 1600 era preparato e consumato nei ghetti ebraici del Nordest (Venezia, Trieste, San Daniele del Friuli).

mercoledì 4 agosto 2010

San Gregorio e Santa Giustina



Sfogliando un libro “Santi e Martiri nel Friuli e nella Venezia Giulia” – Edizioni Messaggero Padova ho scoperto o, forse riscoperto, alcune notizie storiche su Palma che non fanno parte della grande storia che sposta confini e rimaneggia popoli.

Entrando neò Duomo adesso si notano di più le tombe, cioè le lapidi, riemerse coll’ultimo restauro del pavimento. Ai tempi in cui il riscaldamento non c’era, esistevano persone come l’Arciprete Mons. Piero Damiani che scoperse Barbarigo, o meglio il suo soggiorno a Palma e tentò di dare degna dimora al corpo santo di Giustina vergine e Martire.

E’ bello notare che quei fatti lontani diedero occasione al Monsignore di abbellire il Duomo con novità.

San Gregorio Barbarigo

Vescovo

(Venezia 16 settembre 1625 – Padova 18 giugno 1697)

Sacerdote (1655) e dottore in diritto(1655, a Padova);

vescovo di Bergamo(1657 – 1664)

cardinale (1660); vescovo di Padova(1664 – 1697);

beatificato da Clemente XIII il 21 settembre 1761;

canonizzato da Giovanni XXIII il 26 maggio 1960;

corpo nella cattedrale di Padova.

Memoria liturgica: 17 giugno.

Presenza in regione

Nel 1630, a 5 anni d’età, a causa della peste che imperversava nella natia Venezia Gregorio si rifugiò con la madre Lucrezia e i due fratelli a Palmanova, dove il nonno materno Pietro Lion era provveditore generale.

Ma proprio qui morì sua madre.

Nel 1960, in occasione della canonizzazione del grande vescovo su una colonna della cappella del Santissimo Sacramento, del Duomo Palmarino, venne murata una lapide a ricordo di tale soggiorno e a invocazione della celeste protezione del novello santo.

Una mitra e un corporale a lui appartenuti si conservano entro una teca di vetro nel Santuario della Beata Vergine di Rosa a San Vito Al Tagliamento.

Santa Giustina

Martire dei primi secoli.

Luogo di provenienza delle reliquie: catacombe romane di Santa Ciriaca.

Luogo attuale di conservazione; ricoperte di cera e rivestite di ricchi abiti, le ossa della martire sono custodite in un’urna di vetro, la quale, poco tempo fa, era incastonata nella parete destra, entrando, della Cappella del Rosario(Cappella invernale) , all’interno del Duomo di Palmanova. Attualmente la cappella ristrutturata ospita i resti di Giustina sotto la mensa dell’altare. E’ una bella collocazione per una persona che entri in cappella dal Duomo perché viene accolto dal mosaico che, per immagini, racconta la storia di Palma e della sua parrocchia fino all’arrivo dell’immagine della B.V. del Rosario di Pompei. Il motivo geometrico della stella viene ripetuto più volte fino ad arrivare all’altare che oltre al Tabernacolo sullo sfondo, ha il crocefisso del Busetti.

Quindi è un luogo “Palmarino” a tutti gli effetti.

Traslazione: esumate a Roma nel 1787, furono richieste per il Duomo dall’arciprete Guerra, probabilmente a motivo dell’omonimia con la martire padovana compatrona della città( Santa Giustina Vergine Martire nel 304: memoria liturgica 7 ottobre).

Dopo essere rimaste in deposito presso la curia udinese, le ossa furono ricomposte ed esposte alla venerazione dei fedeli sotto l’altare maggiore del Duomo il 14 ottobre 1832.

Nel 1850, collocate entro un’urna, furono spostate sopra la mensa dell’altare di San Giuseppe: nel 1965( forse è sbagliata ….1973?) trovarono infine la loro attuale collocazione.

Memoria liturgica e culto: i festeggiamenti in onore della martire hanno ricorrenza venticinquennale( si festeggia l’ultima domenica di settembre, ogni 25 anni aveva luogo una grande processione che si snodava per gran parte della città…nel 1975 e nel 2000 non è stata effettuata)

p.s. in grassetto le mie aggiunte

Il presidente Simone Ronco lancia un nuovo progetto giovanile al Polisportivo Bruseschi (da Friuligol.it)

  È stata ufficialmente sottoscritta nella sede del Comune di Palmanova la convenzione tra l’Amministrazione comunale e la società sportiva ...